ROMA, 20 MAG - Al di là delle immediate conseguenze della guerra e della visibile atmosfera di sicurezza, l'Iran è ora entrato in una fase più silenziosa ma ben più complessa: un lento esaurimento strutturale che sta gradualmente rimodellando la società dall'interno. Ciò che sta emergendo non è semplicemente una società sotto pressione, ma una che si sta lentamente adattando all'instabilità come condizione permanente di vita. A raccontarlo all'ANSA è una docente iraniana quarantenne, per anni fuggita all'estero ma rientrata a Teheran nei mesi precedenti all'attacco di Usa e Israele in Iran per stare vicina alla famiglia. "Una delle trasformazioni meno visibili sta avvenendo nell'istruzione e nella vita professionale. In seguito alle proteste dell'8 e 9 gennaio scorsi e alle drastiche restrizioni imposte all'accesso a Internet e alle comunicazioni - racconta - gran parte del sistema educativo si è gradualmente spostato verso l'apprendimento online e ibrido. Tuttavia, questa transizione non si è mai sviluppata su basi solide. Per mesi, studenti delle scuole e delle università hanno seguito le lezioni tramite una connessione Internet costantemente interrotta o accessibile solo attraverso una rete nazionale fortemente limitata, spesso incapace persino di supportare le lezioni regolari.