Facilitare il passaggio da idea a vera e propria app per smartphone. In occasione della prima giornata di Google I/O 2026, la conferenza di Big G per sviluppatori, il colosso americano ha lanciato l'app Google AI Studio, in versione sperimentale, sul suo negozio digitale mobile, il Play Store. Si tratta della trasposizione di quanto già presente in versione web da alcuni mesi, ovvero un software di intelligenza artificiale che sviluppa un'applicazione a partire dalle indicazioni testuali degli utenti. In questo modo, l'azienda avvicina il concetto stesso di creazione informatica alle persone non esperte, inserendosi nel cosiddetto filone del "vibe coding". Il termine è stato coniato nel febbraio del 2025 da Andrej Karpathy, ricercatore ed ex direttore dell'IA presso Tesla, per descrivere un approccio in cui lo sviluppatore si affida al "sentimento" (vibe) e al colloquio con un'IA per creare un'applicazione, invece che curare ogni singola riga di codice.
"Un tempo", recita una nota di Google, "lo sviluppo di un'app per Android richiedeva un computer ad alte prestazioni e una profonda conoscenza tecnica. Ora, con AI Studio, si può passare da un comando di testo ad un'app nativa completa e in pochi minuti". Al momento, Google AI Studio è in fase di pre-registrazione, in attesa di una prima apertura. Ad ogni modo, Google specifica che la piattaforma non è pensata per far pubblicare app senza controllo.












