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La nuova epidemia di Ebola partita dalla Repubblica democratica del Congo (Rdc) e già arrivata in Uganda è destinata a crescere ancora, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. Secondo l'Oms "i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l'epidemia venisse rilevata". Il comitato di emergenza che si è riunito ieri 19 maggio ha confermato che l'epidemia rappresenta un'emergenza pubblica di interesse internazionale, ma non una emergenza pandemica.

Sono molteplici i fattori che destano preoccupazione. Dai casi confermati a quello sospetti, passando per la diffusione del virus e il numero riscontrato di decessi. Per di più "si registra un significativo movimento di popolazione nella zona". Infatti nella provincia di Ituri l'alta insicurezza e il conflitto che si è intensificato dalla fine del 2025 ha provocato quasi 100mila sfollati e il tutto aumenta il rischio di ulteriore diffusione. Comunque, questa epidemia è causata dal virus Bundibugyo, una specie di virus Ebola per la quale esistono vaccini o terapie approvati".

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fatto sapere che "l'Oms ha un team sul campo a supporto delle autorità nazionali nella risposta". E ha aggiunto:" Abbiamo dispiegato personale, forniture, attrezzature e fondi. A sostegno della nostra risposta, ho approvato un ulteriore stanziamento di 3,4 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze, portando il totale a 3,9 milioni di dollari. In assenza di vaccini e terapie. esistono molte altre misure che i Paesi possono adottare per fermare la diffusione del virus e salvare vite umane, come delineato dal Comitato di emergenza nelle sue raccomandazioni provvisorie".