La prontezza operativa e la corretta preparazione tecnica delle forze dell’ordine si confermano, ancora una volta, l’anello decisivo nelle situazioni di massima urgenza medica. Il recente e provvidenziale intervento degli agenti della Polizia di Stato presso lo scalo ferroviario di Lamezia Terme ha strappato un cittadino a un destino drammatico, riaprendo i riflettori sulla necessità di una cultura della cardioprotezione capillarmente diffusa. Sul caso è intervenuto il dottor Giuseppe Colangelo, stimato cardiologo e Presidente Onorario di Calabria Cardioprotetta, da anni in prima linea nella formazione alle manovre salvavita per operatori sanitari, forze di sicurezza e volontari. “Quanto accaduto presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme conferma, ancora una volta, quanto sia fondamentale la preparazione delle forze dell’ordine nella gestione delle emergenze sanitarie tempo-dipendenti”.

Il fattore tempo e il ruolo cruciale della Polizia

Nelle patologie cardiache acute, il fattore temporale non è una variabile secondaria, ma la linea di demarcazione tra la vita e la morte. Le statistiche dimostrano che le pattuglie impegnate nel controllo del territorio intercettano l’evento critico spesso con diversi minuti di anticipo rispetto alle ambulanze del servizio d’emergenza. “Nei casi di arresto cardiaco – spiega Colangelo – i primi minuti sono determinanti. Molto spesso le pattuglie delle forze dell’ordine arrivano sul posto prima del soccorso sanitario avanzato e proprio per questo motivo la loro formazione nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore rappresenta un elemento essenziale della catena della sopravvivenza”.