Pubblicato il 20/05/2026 - 11:42 CEST•Ultimo aggiornamento
La reindustrializzazione ha smesso di essere solo una dichiarazione di intenti. Tre grandi aziende su quattro, in Europa e negli Stati Uniti, hanno già una strategia in corso. Secondo gli ultimi dati, raccolti nel rapporto “Il ritorno dell’industria: strategie di reindustrializzazione in Europa e negli Stati Uniti (fonte in spagnolo)”, redatto dal Capgemini Research Institute, il 73% delle imprese europee e statunitensi dispone già di uno di questi piani operativi, rispetto al 59% del 2024. La percentuale è ancora più alta nel nostro Paese, dove il 76% delle aziende ha già attivato una strategia di reindustrializzazione.
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Tuttavia, le risorse disponibili si sono drasticamente ridotte: dai 4,7 mila miliardi di dollari previsti lo scorso anno a appena 2,5 mila miliardi per i prossimi tre anni. Nonostante ciò, la conclusione non è negativa. La riduzione degli investimenti non è stata cancellata, ma orientata, come sottolinea il rapporto, verso modelli “più selettivi e meno intensivi”.
La maggior parte delle imprese non punta più solo alla redditività immediata, ma a non dipendere da catene di fornitura che possono interrompersi da un giorno all’altro. L’86% dà priorità alla resilienza della propria catena produttiva rispetto al profitto di breve periodo. E per evitare che produrre più vicino a casa diventi proibitivo, l’87% prevede di investire in intelligenza artificiale, automazione e gemelli digitali.








