Uccisa e gettata in un dirupo. Nessuna attenuante per il 24enne Samson: "Fu un delitto premeditato"

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Quando ha capito che non poteva più avere il controllo su di lei, l'ha uccisa. Con freddezza, lucidità e premeditazione. Stipando il cadavere in un trolley per sbarazzarsene gettandolo in un dirupo, mentre sua madre puliva il sangue di quello che l'accusa ha definito un "massacro". Per poi continuare la sua vita senza mostrare alcun pentimento, cercando di depistare le indagini.

Un omicidio quello della 22enne Ilaria Sula, uccisa nella capitale il 26 marzo del 2025, per il quale il suo ex fidanzato di origini filippine, Mark Antony Samson, merita l'ergastolo. Tre le aggravanti contestate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, oltre alla premeditazione, il legame affettivo e i futili motivi. Cascini non fa sconti a Samson: "Non ha avuto nessuna pietà nei confronti di questa ragazza. Non ha avuto pietà - dice nella sua requisitoria davanti alla Terza Corte d'Assise di Roma - mentre la colpiva al volto, quando era a terra e mentre l'accoltellava. Non ha avuto pietà nel lasciarla morire, mettendola poi in una valigia e gettandola come un rifiuto. Non ha avuto pietà rappresentando una realtà diversa, infangandola anche dopo che era morta. Dopo l'omicidio è andato a mangiare una piadina con l'amica di Ilaria, parlando male di lei. Non ha avuto pietà perché ha passato tutte le sere successive a divertirsi con gli amici. Questa è crudeltà. Non nel senso tecnico-giuridico, ma nel senso umano. Una crudeltà eccezionale che non può essere in alcun modo attenuata". Ilaria e Samson erano stati insieme due anni. Un rapporto abbastanza morboso, il loro. Lui aveva il controllo della vita di Ilaria, le impediva di vedere altre persone. Quando la 22enne aveva scoperto che Samson non era lo studente modello che le aveva fatto credere di essere e che aveva lasciato l'università, era cominciata la crisi e la ragazza aveva preso le distanze. Una situazione che il 24enne non accettava, continuava a girarle intorno, a controllarla. La mattina del 25 marzo la convoca urgentemente a casa sua. "Nella sua mente è chiaro cosa dovrà accadere. Attira Ilaria in una trappola", sostiene l'accusa. Nell'altra stanza c'è la madre di Samson mentre lui si accanisce su Ilaria "con una violenza inaudita, sintomatica di voler scaricare su di lei la frustrazione profonda di non accettare che potesse stare con un altro". Drammatica la ricostruzione del pm degli ultimi attimi: "L'ha colpita ripetutamente con pugni in faccia, mentre era a terra ha continuato a colpirla e le ha tappato la bocca per non farla urlare, poi l'ha finita con delle coltellate".