Programmò l’omicidio e lo portò a termine “con freddezza”. L’agguato, in casa di lui, poi lo stordimento e l’accoltellamento. Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini ha ricostruito il femminicidio di Ilaria Sula compiuto dall’ex, Mark Antony Samson, reo confesso. Alla fine della requisitoria, in aula a Roma, ha chiesto l’ergastolo per l’imputato accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’occultamento di cadavere. L’omicidio avvenne la mattina del 26 marzo dell’anno scorso.

“Samson ha convocato Ilaria in un agguato, in casa di lui. Ilaria è stata stordita a pugni e poi accoltellata”, ha detto il procuratore aggiunto, spiegando che il giovane “non ha avuto alcuna pietà mentre la colpiva a pugni e poi l’ha accoltellata. Non ha avuto pietà di lei quando l’ha buttata via come un rifiuto. Non ha avuto pietà di Ilaria perché dopo averla uccisa l’ha denigrata e offesa. Non ha avuto pietà quando dopo l’omicidio è andato a mangiare una piadina”. Il corpo di Sula è stato gettato in un dirupo.

Per la pm Maria Perna, Samson è un soggetto “abituato a mentire, manipolatore, ipocrita. Aveva intrappolato Sula in una relazione, aveva il controllo della sua vita”. L’omicidio è stato “un massacro” e Samson “merita una pena che renda giustizia a questa ragazza”. In aula erano presenti anche i genitori della vittima. “Abbiamo ascoltato quanto ha sofferto nostra figlia e siamo d’accordo con il procuratore aggiunto e la pm sulla richiesta del carcere a vita”, hanno detto Flamur e Gezime Sula. “Domani sarebbe stato il compleanno di Ilaria, il vero ergastolo lo abbiamo noi, perché lui ancora vive, respira, mangia e beve. Invece nostra figlia ha chiuso gli occhi per sempre”.