Un effetto inflattivo inevitabile per le aziende che dovranno recuperare i margini perduti

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Dallo Stretto di Hormuz al bancone, il rincaro è servito. Gli echi della guerra in Iran si fanno sentire persino in farmacia. Se ne sono accorti i clienti di alcuni medicinali da banco di fascia C, che dallo scorso 13 maggio sono decisamente rincarati. Un famoso antidolorifico è passato da 4,28 euro a 7,50 euro, due farmaci contro depressione e stati d'ansia sono rispettivamente raddoppiati (da 1,60 euro a 3,50) se non addirittura decuplicati (da 1,86 euro a 10 euro). Colpa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dei problemi logistici lungo le principali rotte commerciali e dell'aumento del costo dell'energia e delle materie prime. Che per un'industria altamente energivora significa maggiori costi di produzione, logistica e confezionamento, per il boom dei prezzi di vetro, plastica, carta e alluminio del packaging. Ma anche, ci spiega una fonte vicina a Aifa, l'Agenzia del farmaco, del pressing Usa. Che non vogliono più pagare i farmaci molto più rispetto ai principali Paesi europei ma vorrebbero agganciare i loro tariffari ai nostri prezzi più bassi in Europa, sul cosiddetto modello Most Favoured Nation. Con un effetto inflattivo inevitabile per le aziende che dovranno recuperare i margini perduti. "Il vero rischio di fronte a costi produttivi ormai eccessivi non è l'aumento del prezzo per il cittadino, ma la tenuta stessa della produzione: ecco perché i meccanismi di rinegoziazione e un dialogo costante sono indispensabili per prevenire reali criticità di approvvigionamento", spiega il presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti (nella foto). Come sappiamo, i farmaci di fascia A (essenziali, salvavita o destinati alle patologie croniche) sono rimborsati dal Ssn a un prezzo "negoziato" tra la stessa Aifa e le aziende produttrici per garantire sostenibilità della spesa pubblica e accesso alle cure. Il problema riguarda quelli di fascia C, interamente a carico del cittadino, con o senza obbligo di prescrizione. Il prezzo dei farmaci di quest'ultima categoria il prezzo è libero. Non c'è un automatismo, ma l'equilibrio tra cure e sostenibilità rimette in gioco questi meccanismi di rinegoziazione tra Aifa e aziende farmaceutiche.