Semenza entra nel comitato scientifico del San Raffaele di Roma

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Non tutti i corpi reagiscono allo stesso modo alla mancanza di ossigeno. Alcune popolazioni, esposte per generazioni ad ambienti estremi, hanno sviluppato adattamenti genetici che consentono una maggiore resistenza all'ipossia, cioè alla ridotta disponibilità di ossigeno. A spiegarlo è Gregg L. Semenza (nella foto), premio Nobel per la Medicina, ieri a Roma per un seminario organizzato da Irccs San Raffaele di Roma e Università Telematica San Raffaele e entrato nel comitato tecnico scientifico. Semenza è tra i massimi esperti mondiali dei meccanismi con cui le cellule percepiscono e rispondono alla disponibilità di ossigeno. «L'ossigeno è molto importante per il funzionamento dell'organismo, soprattutto di cuore e cervello. Non si può stare troppo tempo, altrimenti questi due organi perdono immediatamente la loro funzionalità» ha detto il genetista, che ha poi richiamato un altro elemento cruciale nelle immersioni, ossia la pianificazione della risalita.«La presenza del professor Semenza, tra i massimi riferimenti internazionali nello studio dei meccanismi cellulari di risposta all'ipossia - commentano dal San Raffaele - rappresenta un riconoscimento di grande rilievo per l'attività scientifica dell'istituto» e ne «rafforza il percorso di ricerca nell'ambito della medicina traslazionale, dell'oncologia, delle malattie croniche non trasmissibili e delle nuove strategie terapeutiche».