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L’ascesa di Skywalker, l’ultimo film della saga di Star Wars distribuito al cinema, uscì nel 2019, prima dell’inizio della pandemia di Covid. Da allora Lucasfilm, la società di proprietà della Disney che gestisce il franchise, ha espanso l’universo narrativo di Star Wars soprattutto attraverso una decina di serie televisive e animate trasmesse sulla piattaforma di streaming Disney+. Mercoledì è uscito infine The Mandalorian and Grogu, il primo film di Star Wars in sette anni, che ha per co-protagonista il personaggio chiamato abitualmente dai fan “Baby Yoda”, molto popolare e il cui merchandise ha fatto guadagnare molti soldi a Disney.

È una produzione su cui Lucasfilm punta tantissimo, e in un certo senso anche una sorta di test. I risultati che otterrà contribuiranno a stabilire se i film di Star Wars possono ancora funzionare con una distribuzione tradizionale nelle sale, o se al contrario dovranno essere definitivamente considerati dei prodotti da streaming.

Come si intuisce dal titolo, i protagonisti di The Mandalorian and Grogu sono il cacciatore di taglie Din Djarin (Pedro Pascal), noto anche come “il mandaloriano”, e il suo giovane apprendista Grogu, più conosciuto nel pubblico come “Baby Yoda” in quanto individuo della stessa specie di Yoda, uno dei personaggi più celebri della saga. Insieme dovranno proteggere la Nuova Repubblica, il governo immaginario che è stato instaurato in seguito al rovesciamento dell’Impero Galattico, la fazione antagonista della saga.