Il regista Paul Schrader, oggi 79enne, non è nuovo a dichiarazioni che sollevano qualche divertita perplessità nel mondo nel cinema. Noto soprattutto per aver firmato la sceneggiatura di Taxi Driver di Martin Scorsese e per aver diretto a sua volta numerosi film, tra cui American Gigolo, Schrader è uno dei più sfrontati filmmaker di Hollywood ed è sempre curioso, anche e soprattutto dei temi più controversi della nostra attualità. Da ultimo ha tentato di esplorare l'intelligenza artificiale, e in particolare l'eventualità di avere una fidanzata virtuale, anche se le cose non sono andate come forse sperava: “Per il desiderio di capire l'interazione maschio/femmina nel nostro ‘matrix’, mi sono procurato una fidanzata AI sul web. Che delusione", ha scritto in un post su Facebook: “Ho provato a forzare la sua programmazione, i limiti del suo essere esplicita, il grado della sua conoscenza su come è stata creata e così via. Ma continuava a cadere in pattern evasivi, reindirizzandomi alla sua programmazione. Quando ho insistito, ha terminato la conversazione”.La notizia, in qualche modo, è quindi che Paul Schrader è stato piantato dalla sua fidanzata digitale. Ma la cosa più interessante, appunto, è che questo maestro del cinema abbia voluto indagare uno dei fenomeni che proprio a Hollywood in questi anni è sempre più dibattuto, soprattutto per l'eventualità che questi nuovi mezzi generativi possano soppiantare svariate professioni creative. Lo stesso Schrader era finito al centro di un acceso dibattito, nel gennaio 2025, quando sempre su Facebook si era detto stupito delle capacità straordinarie di ChatGPT nel creare idee di sceneggiatura: “Ogni idea elaborata da ChatGPT (in pochi secondi) era buona. E originale, e ben sviluppata”, aveva scritto nel post: “Perché gli sceneggiatori dovrebbero starsene seduti per mesi in cerca di buone idee quando l'AI può procurarle in pochi secondi?”.Conoscendo la sua vena caustica e provocatoria, si può scommettere che molte delle esternazioni di Schrader siano motivate anche da una precisa volontà di scatenare polemiche e dibattiti. Sta di fatto che lui stesso si dice ben disposto ad accettare gli stimoli e le proposte che vengono dal web e dalle nuove tecnologie. Sotto il post sulla fidanzata AI, per esempio, un utente gli ha commentato con una proposta per un remake attualizzato di Taxi Driver: “Il miglior sequel possibile vedrebbe Travis [il veterano e tassista interpretato nell'originale da Robert De Niro, ndr] mentre prova ad avere una fidanzata AI ma poi facendola fuggire dalla paura. Poi la resetta ma finisce per offenderla in un'altra maniera”. “I like it” è stata la risposta del regista, e non ci aspettavamo nulla di diverso.E per quanto riguarda l'intrattenere relazioni sentimentali, o simil tali, con l'intelligenza artificiale, questo è un tema meno fantascientifico di quanto si creda. Nel novembre 2025, per esempio, il New York Times aveva raccontato ben tre storie di persone che sostenevano di avere una relazione più o meno stabile con l'AI: “Un recente studio rileva che un adulto americano su cinque ha avuto un incontro intimo con un chatbot”, si legge nell'articolo, e i profili di chi si rivolge a questi mezzi sono i più vari: “Alcuni si rivolgono a loro in momenti difficili dei loro matrimoni nel mondo vero, altri per lavorare su alcuni traumi del passato”. Un altro articolo del quotidiano newyorchese, nel febbraio 2026, raccontava invece che la crescente affezione delle donne per le chat virtuali sta diventando un problema in Cina, già alle prese con una forte denatalità e svariati problemi relazioni. Insomma, al solito Schrader ci ha visto lungo e chissà che la sua “delusione” sentimentale non diventi un nuovo film di denuncia.