Robert De Niro interpreta il folle tassista Travis Bickle in Taxi Driver (1976) diretto da Martin Scorsese

Compie mezzo secolo il capolavoro firmato da Martin Scorsese e interpretato da Roberto De Niro: affresco sul tracollo psicologico di un uomo traumatizzato dalla guerra e sullo sfondo una nazione, gli Usa, alienante e disorientata. Il film uscì nelle sale americane proprio in questi giorni nel 1976

Genova - "Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi, con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui. Di', ma con chi credi di parlare? Ah sì, eh? Va bene." Nel cinema ci sono sequenze che centrano il bersaglio per sempre. E la scena del monologo allo specchio in Taxi Driver è una di quelle. Descrive in pochi secondi la progressiva follia di un reduce del Vietnam che si trova al centro di un affresco ben più ampio del suo crollo psicologico.

La protagonista, sullo sfondo e sottotraccia, è un’America a metà anni ‘70 afflitta dagli esiti del conflitto in Vietnam e dallo scandalo Watergate, raffigurata in una New York cupa e claustrofobica in cui di notte si aggira un anonimo tassista borderline.

Travis Bickle/Robert De Niro