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Venerdì gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro di 5mila soldati dalla Germania come reazione ad alcuni commenti molto critici del cancelliere tedesco Friedrich Merz nei confronti della guerra avviata dagli Stati Uniti contro l’Iran. Negli scorsi giorni il presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di fare lo stesso con Spagna e Italia, a loro volta accusate di non averlo aiutato nella guerra in Medio Oriente.
La Germania è il paese europeo con più militari statunitensi: anche col ritiro di questi 5mila infatti ne rimarranno più di 30mila. Simbolicamente però è una decisione importante, che porta a un altro livello le tensioni fra gli Stati Uniti e i paesi europei, dove decine di migliaia di soldati sono stanziati da decenni per via di accordi stipulati dopo la fine della Seconda guerra mondiale, rafforzati dalla creazione della NATO e mai veramente messi in discussione.
Il numero di militari statunitensi in Europa ha fluttuato continuamente negli ultimi decenni: alla fine degli anni Cinquanta, nel pieno della Guerra fredda, ce n’erano circa 475mila, il massimo mai raggiunto, ma dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica all’inizio degli anni Novanta ne sono rimaste alcune decine di migliaia. Sono aumentati di nuovo con l’invasione russa dell’Ucraina, all’inizio del 2022: gli Stati Uniti hanno inviato truppe aggiuntive nei paesi che confinano con Russia, Bielorussia e Ucraina, portando il numero totale fra i 75mila e i 105mila, a seconda dei periodi.











