Ostacolista di fama, per 33 anni ha vissuto col morbo. La sorella Luisa: "Grinta e volontà straordinarie"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciReggio Emilia, 20 maggio 2026 – Il mondo dell’atletica leggera piange Italo Lazzaretti, scomparso lunedì all’età di 79 anni. Persona molto conosciuta nell’ambiente sportivo reggiano, nei suoi anni di attività aveva raggiunto una buona notorietà anche a livello nazionale. "A soli 46 anni gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson - racconta la sorella Luisa -. Da quel momento iniziò un lungo percorso di malattia, affrontato sempre con grande forza d’animo e coraggio". Nato il 20 luglio 1946 a Reggio, dove ha sempre vissuto, lascia la moglie Valentyna, la figlia Laura e i parenti tutti; ieri pomeriggio l’ultimo saluto al nuovo cimitero di Coviolo, in attesa della cremazione.

La passione per l’atletica e per i motori

Fin da bambino in lui nacque la passione oltre che per l’atletica anche per i motori, dando così impulso sia alla sua formazione che alla sua carriera nell’industria meccanica. "Non frequentavo ancora la scuola e sapevo distinguere le moto e le auto dal rombo dei motori", scrive lui stesso nella biografia di presentazione del suo blog. L’amore per l’atletica iniziò invece nel 1961 per poi passare alle gare agonistiche fino al 2007, prima come ostacolista nei 400, poi negli 800 metri e infine nei 1500 metri. Terminata l’attività atletica, iniziò a competere anche nel tennis da tavolo nell’Arsenal di Cadelbosco Sopra.