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Il tennis italiano piange la scomparsa di Alberto Lazzarino, figura storica della racchetta azzurra. Ex giocatore internazionale, maestro di talento e fondatore del Tennis Club Le Molette di Roma, Lazzarino è stato protagonista di una lunga vita dedicata allo sport, lasciando un segno profondo anche nella formazione di campioni come Adriano Panatta
Il tennis italiano perde uno dei suoi grandi protagonisti del Novecento. Si è spento all’età di 97 anni Alberto Lazzarino, tra i decani della racchetta azzurra, uomo di campo, maestro e punto di riferimento per intere generazioni di tennisti. Fratello della celebre Silvana Lazzarino, semifinalista al Roland Garros nel 1954 e due volte protagonista agli Internazionali d’Italia, Alberto ha attraversato il tennis italiano da protagonista silenzioso ma imprescindibile.
Toscano di nascita e romano d’adozione, Lazzarino ha iniziato a giocare giovanissimo, arrivando a calcare i palcoscenici internazionali di Roland Garros e Wimbledon. Dopo la carriera agonistica, ha scelto di dedicarsi all’insegnamento, diventando maestro apprezzato per il suo approccio creativo e fuori dagli schemi. Il suo tennis era fatto di intuizione, talento e fantasia, qualità che gli valsero il soprannome affettuoso di “mostro”, coniato dall’amico di una vita Nicola Pietrangeli, con cui condivise anche importanti esperienze nel doppio.






