BOLOGNA – Alessandro Ambrosio tentò di chiamare i soccorsi. La sera del 5 gennaio scorso nell’area del parcheggio al piazzale Ovest cercò di chiedere l’intervento del 118 ma senza riuscirci. Gli agenti della PolFer hanno trovato digitato sul suo cellulare il numero “110”, probabilmente riconducibile al 118 o al numero di emergenza 113. E’ quanto emerge oggi in aula nella nuova udienza del processo per l’omicidio del capotreno di 34 anni di Anzola.

Quando un agente della PolFer racconta questo dettaglio la fidanzata di Ambrosio, Francesca Ballotta – era presente anche alla prima udienza una settimana fa – scoppia in lacrime. Ambrosio avrebbe cercato di chiamare il 118 poco prima di essere accoltellato. Il capotreno, spiega il poliziotto, “era riverso a terra, in posizione supina, con le gambe divaricate verso i binari. A terra c'era uno smartphone, accanto ad una pozza di sangue, ed era ancora attiva la comunicazione numerica '110'". È probabile quindi che Ambrosio stesse digitato il numero del 118 per chiedere aiuto. "Dalle telecamere - ha aggiunto l'agente della Polfer - abbiamo visto un uomo che seguiva Ambrosio. Non ho rilevato interazioni o litigi tra i due. Durante i controlli dei medici Ambrosio non era già più cosciente. Conoscevamo Jelenic come frequentatore della stazione", sottolinea il testimone, che poi, su richiesta del pm Michele Martorelli, riconosce Marin Jelenic, indicandolo con il dito.