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13 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:17

No alla perizia psichiatrica per l’imputato. È entrato nel vivo davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato alla schiena la sera del 5 gennaio nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione ferroviaria, area riservata ai dipendenti delle Ferrovie. La Corte, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa dell’imputato, Marin Jelenic, croato di 36 anni senza fissa dimora, arrestato il giorno dell’Epifania a Desenzano del Garda dopo una fuga durata circa 24 ore.

Nelle motivazioni lette in aula, il presidente Liccardo ha spiegato che dalla documentazione sanitaria emerge un soggetto “lucido e vigile”, pur se “reticente nell’approfondire il contenuto del proprio pensiero”. Secondo la Corte, inoltre, le problematiche psicologiche riferite dall’imputato sarebbero collegate esclusivamente alla detenzione e non emergerebbero elementi tali da giustificare accertamenti psichiatrici. “Sono assenti principi di prova e dubbi per poter affrontare una perizia”, ha spiegato il giudice. Il procedimento si celebra con rito immediato, disposto dalla Procura di Bologna, rappresentata dal pm Michele Martorelli, che coordina le indagini della squadra Mobile. A carico di Jelenic vengono contestate le aggravanti dei motivi abietti e dell’aver commesso il fatto in prossimità di una stazione ferroviaria. Sul 36enne gravava inoltre un ordine di allontanamento dall’Italia: avrebbe dovuto lasciare il Paese il 3 gennaio, due giorni prima dell’omicidio.