Milano, 20/05/2026 - Crescono i numeri degli impianti utility-scale, aumentano gli investimenti, accelerano autorizzazioni e cantieri.

Purtroppo, però, non si parla di ciò che sostiene fisicamente questi impianti: i pali infissi nel terreno e la reale capacità del suolo di garantire stabilità nel tempo. È partendo da questa considerazione che Geosolaris ha deciso di prendere posizione pubblicamente su una criticità che, secondo l’azienda, rischia di essere sottovalutata in una fase storica in cui il fotovoltaico sta diventando un’infrastruttura strategica nazionale.

L’allarme riguarda un aspetto apparentemente tecnico ma con conseguenze economiche, assicurative e strutturali enormi. Sempre più impianti vengono realizzati su terreni caratterizzati da variabilità geotecniche importanti, senza che vengano effettuate verifiche sperimentali sufficientemente approfondite sulle fondazioni. In altre parole, progetti da milioni di euro possono poggiare su pali la cui reale risposta meccanica non è stata validata direttamente sul campo. Le prove di carico e il pull out test fotovoltaico sono procedure che Geosolaris considera ormai indispensabili per chiunque voglia affrontare un progetto utility-scale con criteri industriali.