La crescita del solare in Europa prosegue con 65,5 GW di nuova capacità installata nel 2024 (+4% sull’anno precedente), ma rischia di essere compromessa da gravi ritardi burocratici che bloccano i progetti. È quanto emerge dal rapporto Eu Renewable Energy Permitting: State of Play di SolarPower Europe, che fotografa un settore ancora frenato da permessi lenti e frammentati, mettendo in dubbio il raggiungimento degli obiettivi Ue al 2030. L’Unione europea ha fissato un target vincolante di almeno il 42,5% di energie rinnovabili entro il 2030, ma la velocità con cui i progetti fotovoltaici ottengono i permessi autorizzativi rischia di diventare il principale ostacolo. In molti Paesi membri, infatti, le procedure si trascinano per oltre due anni, arrivando in alcuni casi fino a quattro. Si tratta di tempi doppi rispetto ai limiti fissati dalla nuova direttiva Red III, che impone un massimo di due anni per i grandi impianti e di un anno per quelli più piccoli o di repowering.

Nonostante gli obblighi di digitalizzazione e l’istituzione di sportelli unici previsti dalla normativa europea, la realtà è ancora caratterizzata da burocrazia complessa, mancanza di coordinamento tra enti e sistemi informatici non compatibili. Il risultato è un quadro frammentato in cui solo circa il 50% delle misure previste dalla Red III risulta effettivamente recepito nelle leggi nazionali. Anche dove le norme sono formalmente in vigore, spesso mancano controlli e applicazione pratica.