Comprare un’auto usata online, fino a qualche anno fa, sembrava quasi un azzardo. Foto, descrizioni, qualche garanzia promessa e molta fiducia da mettere sul piatto verso il concessionario di turno. Oggi quel mondo sta cambiando il modo di approcciarsi verso il grande pubblico, soprattutto spinto da operatori che provano a trasformare l’usato in un prodotto più controllato, più verificabile e meno affidato alla fortuna. BrumBrum, marchio italiano del gruppo europeo Aramis, si muove proprio in questa direzione: vendere auto usate sul web, ma con alle spalle un processo industriale fatto di minuziosi controlli, ripristini e attente certificazioni. Il cuore dell’operazione è la factory di Reggio Emilia, dove le vetture arrivano prima di essere rimesse sul mercato.

La visita allo stabilimento che abbiamo effettuato in prima persona ci ha aiutato a capire che dietro la vetrina digitale c’è un lavoro molto fisico. Le auto vengono lavate, ispezionate, sollevate sui ponti, controllate nella meccanica, nella carrozzeria, nell’elettronica e nei sistemi ADAS. Il processo prevede oltre 300 verifiche qualitative, con una capacità produttiva dichiarata fino a 1.500 veicoli al mese. Non si tratta di far sembrare nuova un’auto che nuova non è, l’obiettivo è piuttosto stabilire cosa deve essere ripristinato, cosa può restare, come farlo e cosa va mostrato con chiarezza al cliente prima dell’acquisto.