di

Roberto Gressi

Berlusconi «caimano», D'alema «volpe», Salvini «sciacallo», Bonelli e Fratoianni «Cip&Ciop»: tutto il bestiario della politica

Bimbone, boy scout, pirata, corsaro. La sirena, che canta per Calenda e lo divora. L’autore di “«stai sereno», diventato un tormentone. E adesso Matteo Renzi diventa lo scorpione, nell’anatema di Marco Travaglio. Lo scorpione, quello della favola di Esopo. Quello che convince la rana recalcitrante a portarlo al di là del guado e poi la punge, condannando alla morte se stesso, perché «è la sua natura». Avvertimento soprattutto a Elly Schlein che è pronta a portarlo in groppa per battere Giorgia Meloni, pur sapendo bene che poi morirà avvelenata. E giù, bordate contro Matteo: l’affossatore di Enrico Letta, il killer di Giuseppe Conte, il tentato omicida della Costituzione, l’amico di Big Arma e Big Pharma, l’elettore di La Russa, affarista con Tony Blair, maestro di ricatti, minacce, trappole imboscate, shopping parlamentare, sodale di Bin Salman e chi più ne ha più ne metta, compresa l’invasione delle cavallette.

Dalle parti di Italia Viva al giochino di quale animale sia Marco Travaglio non ci stanno, ma qualche bordata gliela tirano. Lasci stare il passato, che con Conte socio di Salvini non gli conviene. Per lui attaccare Renzi è «come la coperta di Linus», e magari spaccare il centrosinistra, facendo il gioco di Giorgia, non gli dispiace, «perché se rivince Meloni si vendono più copie». Ma comunque, si giura in zona Matteo «non ce l’abbiamo con Travaglio, faccia pure il suo mestiere, attacchi personali compresi, anche se sono 15 anni che ce l’ha con Renzi». Infine, l’invito a non sfasciare: «Se non litighiamo il centrosinistra vince di sicuro, se invece ci dividiamo ci ritroveremo Meloni o Mantovano al Quirinale».