Siamo Piloti o Passeggeri? Josef Ashbacher, direttore generale dell’Esa, si pone il quesito in merito al ruolo dell’Europa sullo scacchiere internazionale. Un semplice post su Linkedin per sollevare un tema cogente: siamo in ritardo, ma non c’è spazio per ulteriori ritardi. “Una rara convergenza di decisioni politiche e scadenze finanziarie è già in calendario”: Ashbacher parte dalla buona notizia: “il Consiglio Esa di giugno, il Vertice Internazionale sullo Spazio di settembre, il Consiglio Ministeriale intermedio dell’Esa dedicato all’esplorazione a dicembre e il Consiglio Ministeriale completo nel 2028”. Nel mentre anche l’Unione Europea lavora al Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034. “Non c’è mai stato un momento migliore”. Dal punto di vista finanziario, l’Europa è pronta a fare il grande salto “Anche iniziando oggi”, ammette con chiarezza il direttore Esa “ci vorrebbero comunque molti anni per costruire una capacità autonoma: dobbiamo agire rapidamente. Il costo dell’inazione sarebbe di gran lunga superiore all’investimento necessario”.Il grande tema del momento è l’essere concorrenziali. “I recenti cambiamenti apportati dagli Stati Uniti all’architettura del programma Artemis indicano un panorama dell’esplorazione umana dello spazio in rapida trasformazione”. Il taglio delle Le decisioni di sospendere il Gateway e cancellare la missione Mars Sample Return sconvolgono i piani europei per l’esplorazione lunare, evidenziando una realtà più ampia: l’Europa è diventata troppo esposta a decisioni che sfuggono al suo controllo”. Il taglio del budget NASA, infatti, ha avuto un impatto importante anche sull’Europa e l’Italia. Un esempio per tutti sia quello del Gateway a cui Thales Alenia Space: negli stabilimenti di Torino si trovano alcuni dei moduli che avrebbero composto questa stazione spaziale, pensata per “abitare” l’orbita lunare e ospitare gli astronauti in missione verso la Luna. Il progetto è stato sospeso, poi forse definitivamente abortito. Non è la prima volta in cui Josef Ashbacher chiama a raccolta l’Europa dello Spazio, e questa volta aggiunge anche una call to action: “decidere se preferisce dipendere dagli altri per inviare i propri esploratori nello spazio oppure assumere pienamente il proprio ruolo di potenza spaziale autonoma. In qualità di direttore generale dell’ESA, sono convinto che il volo spaziale umano autonomo non sia un lusso. È un elemento essenziale affinché l’Europa possa garantire la propria libertà di cogliere i benefici scientifici, economici, strategici e geopolitici dello spazio, oltre a ispirare una nuova generazione a costruire il futuro europeo”.Lo strumento dell’autonomia potrebbe essere il programma Explore2040. “Gli Stati membri dell’Esa hanno già concordato una strategia coerente per l’esplorazione, gettando le basi per una capacità europea autonoma nel volo spaziale umano e robotico. Tuttavia, le decisioni politiche non hanno mai realmente perseguito la piena autonomia nell’esplorazione umana: un’esitazione che ha avuto conseguenze durature. Per superare questa contraddizione, oggi serve la volontà politica di adeguare e accelerare la tabella di marcia”. L’Europa è percepita come partner affidabile, reputazione “costruita rispettando gli impegni nei tempi previsti e con i più alti livelli di prestazione”. Ma Ashbacher avverte: “dobbiamo fare attenzione a non lasciare che la cooperazione si trasformi in dipendenza. Il contesto attuale richiede sia partnership internazionali diversificate sia un rafforzamento delle capacità autonome, per evitare punti di vulnerabilità unici — politici, tecnici o strategici. Solo in queste condizioni l’Europa potrà decidere quando agire in autonomia e quando cooperare a livello globale, proteggendo i propri investimenti e la propria base industriale in un contesto geopolitico incerto. Se non ora, quando? Se non l’Esa, chi? “La storia, conclude Ashbacher, non aspetterà che l’Europa si senta pronta e al sicuro; andrà avanti con o senza di noi. La scelta davanti all’Europa è chiara: vogliamo essere piloti oppure semplici passeggeri? Abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ciò che resta da trovare sono la fiducia e la volontà politica di agire”.
L'Europa in ritardo. Dal direttore generale dell'Esa Ashbacher una chiamata all'azione
Linkedin diventa il luogo dell’azione. In un momento storico delicato, l’Europa è chiamata a fare il salto da partner affidabile degli alleati a potenza spazial







