«Io non penso che sarò chiamato a fare il candidato premier, sono molto concentrato sulla mia città. Poi dipende da quali sono le condizioni e da chi chiama, ma penso che noi non abbiamo bisogno di chiamate, ma di un'offerta politica compatta, coesa, unitaria e che sia veramente competitiva».Così Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente nazionale Anci, intervistato da Marco Damilano nel programma 'Il cavallo e la torre', rispetto all'eventualità che possa essere chiamato a fare il candidato premier della coalizione di centrosinistra alle prossime politiche. «Oggi abbiamo due leader forti nel centrosinistra, Schlein e Conte, - ha sottolineato Manfredi - e penso che si debba partire da loro per quello che sarà il futuro».

«Credo, tra l'altro, che le primarie si faranno se cambia la legge elettorale, altrimenti è naturale che sia il segretario del partito più votato ad avere la responsabilità di costruire il nuovo governo nell'ipotesi di una vittoria del centrosinistra che io mi auguro». Qualora si dovesse arrivare alle primarie di coalizione, Manfredi ha espresso l'auspicio che «non ci siano primarie divisive, ma che ci sia un grande lavoro collettivo». Una coalizione di centrosinistra che, secondo il sindaco di Napoli, «deve necessariamente comprendere anche il mondo cattolico, riformista, europeista. E' una gamba importante a cui la mia sensibilità è vicina, così come ritengo che sai importante la rappresentanza del mondo civico»