"Io credo che la partita sia aperta, credo che Meloni si possa battere, ma credo anche che serva avere una proposta credibile" e "il Pd non è ancora pronto, fa fatica. Non vedo una proposta riconoscibile che rappresenti un reale cambiamento". Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, scuote il Pd. Per il primo cittadino “serve una visione, un programma che va costruito, con pazienza, serve qualcosa che vada oltre la parola coalizione. Serve un fronte plurale", dice a Il Foglio.
Come si sceglie il leader che deve battere Meloni? "Se la legge elettorale non cambierà, sarà il segretario del partito che prende più voti". E se invece cambia? "A quel punto bisogna convocare un tavolo di coalizione e si sceglierà il profilo migliore". E le primarie a sinistra? "Dipende dalla loro finalità. Le primarie sono utili solo se legittimano una figura su cui c'è larga convergenza, altrimenti finirebbero per introdurre nuove fratture nel nostro elettorato e dilaniare. Non ce lo possiamo permettere".
Napoli, si insedia il nuovo consiglio regionale della Campania, ma la giunta ancora non c’è
di Dario Del Porto e di Antonio Di Costanzo, foto di Stefano Renna
E su Schlein premier, Manfredi commenta: “È giovane ma anche Meloni era giovane. Si può dimostrare di essere adatti al ruolo, ma parlare adesso di ruoli, senza ancora un programma, a cosa serve?". Aggiunge il sindaco: "Sento parlare troppo poco, a sinistra, di economia. Ripetiamo che dobbiamo rivolgerci ai giovani, ma siamo sicuri che li stiamo agganciando?". Il modello Napoli "è concordia e conti in ordine, da Iv a M5S". Prodi suo amico? "Mi onoro della sua amicizia e aggiungo che l'Italia ha bisogno dei suoi consigli". E Gentiloni? "Conosco Paolo da tanti anni. Ha una credibilità europea e il futuro dell'Italia si giocherà sempre di più in Europa".






