«In questo momento insiste un’infrazione Ue che ci costa in totale 35,5 milioni ogni sei mesi. Puntiamo, con gli interventi sbloccati a Napoli ed in Campania, ad annullarla con un grosso risparmio per le casse statali», spiega il commissario straordinario per la depurazione, Fabio Fatuzzo, alla fine della due giorni di Pompei in cui esperti di tutto il mondo hanno discusso di «water intelligence for urban resilience». Commissario quale è la situazione?«La Campania ora si avvicina concretamente all’uscita dalla procedura di infrazione europea avviata dalla commissione Europea per il mancato rispetto della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Un risultato atteso da anni, che rappresenta non soltanto un passaggio amministrativo di rilievo, ma soprattutto un decisivo avanzamento sul piano ambientale, infrastrutturale e sanitario per l’intero territorio regionale. Tanto per capirci attualmente ci sono ben 2 infrazioni: 30 milioni, poi ridotti a 22, ogni sei mesi, relativi a 6 milioni di abitanti e una da 13,5 milioni, sempre ogni sei mesi, per altri 160mila abitanti».

Ed ora quale è il punto di svolta?«Ho sbloccato un intervento su Napoli est e consegneremo i lavori in un paio di settimane. Parliamo di 900 giorni di lavoro, circa 2 anni e mezzo, relativi ad un impianto per 860mila abitanti. Il nuovo sito di depurazione, per il quale è stata completata l’aggiudicazione e sottoscritto il contratto con la multinazionale spagnola Acciona spa, è un’opera da 153 milioni di euro e costituisce uno degli investimenti più importanti nel Mezzogiorno nel settore della depurazione delle acque reflue». Il problema però non riguardava solo la città di Napoli. «Affatto. Per questo sono state avviate le procedure per gli impianti di Benevento — con gara già conclusa e firma prevista tra pochi giorni — e di Mondragone, mentre risultano in via di conclusione gli iter autorizzativi per altri tre impianti e per il completamento delle reti fognarie dell’isola di Ischia: parliamo di infrastrutture fondamentali per la tutela ambientale e per la salvaguardia del patrimonio turistico e paesaggistico dell’isola». Un piano di investimenti enorme. «L’intero programma di interventi prevede investimenti complessivi pari a circa 450 milioni di euro in Campania e rappresenta una delle più significative operazioni di ammodernamento del sistema depurativo regionale degli ultimi decenni». Veniamo però al vero nodo: quanto tempo ci vorrà verosimilmente per completare queste opere e uscire dalla procedura di infrazione della Ue?«Nel giro di tre anni a partire dall’inizio dei lavori la sanzione Ue sarà annullata con un notevole risparmio da parte dello Stato. E se il governo approva una norma che in caso di inadempienza di un gestore a andare avanti sia sollevato dall’incarico, potremmo fare abbreviare ancora di più i tempi. Ma mi lasci aggiungere una cosa...». Prego.«Il completamento di queste opere consentirà non soltanto il superamento della procedura di infrazione europea e delle relative sanzioni economiche, ma produrrà effetti concreti sulla qualità ambientale del territorio campano: tutela del mare e dei corsi d’acqua, miglioramento della qualità delle acque balneabili, salvaguardia degli ecosistemi e rafforzamento dell’attrattività turistica delle aree costiere. Si tratta dunque di un passaggio strategico per il futuro della Campania, che punta finalmente a colmare un ritardo infrastrutturale storico e ad allinearsi agli standard ambientali europei, attraverso un sistema depurativo moderno, efficiente e sostenibile». Bisognava che si partisse prima. «Purtroppo alcuni progetti banditi 10 anni fa hanno subito molti ritardi ma io, mi sono insediato nell’agosto 2023, ho fatto di tutto per recuperare il tempo perso. ma oggi questi nuovi impianti saranno caratterizzati da elevati standard di efficienza e affidabilità. E le soluzioni adottate garantiranno un migliore rapporto tra costi di investimento e benefici ambientali, maggiore flessibilità operativa nelle diverse fasi di trattamento delle acque reflue ed un recupero energetico integrato».