Parità 22 aprile 2026 Su 73 aziende a partecipazione statale otto sono guidate da una donna. E in 32 i ruoli di potere sono rivestiti solo da uomini ANSA Sette uomini e una sola donna. Sono i presidenti e gli amministratori delegati nominati dal governo a metà aprile per guidare alcune tra le principali società partecipate in Italia: Enel, Enav, Eni e Leonardo. Questo dato non è un’eccezione, anzi riflette una tendenza più ampia: nei ruoli di vertice delle partecipate le donne oggi sono 8 su 73.
La scarsa presenza femminile non riguarda solo questo ambito, ma attraversa molti settori della vita pubblica e istituzionale: dalla magistratura ai diversi livelli della politica. Nelle partecipate però questo squilibrio ha un significato preciso, perché qui lo Stato è direttamente coinvolto nella scelta dei vertici: indirizza le scelte e contribuisce a decidere chi guida aziende strategiche per il Paese. Iscriviti a "Politica di un certo genere"
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Che cosa sono le partecipate Le società partecipate sono aziende di cui lo Stato, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze o gli enti locali, detiene una quota di proprietà. Quando questa quota supera il 50 per cento si parla di società a controllo pubblico, ma il controllo può esserci anche quando la maggioranza è distribuita tra più amministrazioni. Non si tratta quindi di una presenza solo formale: le amministrazioni pubbliche intervengono nella definizione delle regole di gestione, nell’analisi dei bilanci, nella definizione degli obiettivi e anche nelle decisioni sulla composizione degli organi della società.






