La direzione del match di stasera Ascoli-Potenza, partita di ritorno del secondo turno della fase nazionale playoff, sarà affidata al fischietto di Francesco Zago della sezione di Conegliano. Il direttore di gara potrà vantare l’ausilio degli assistenti Roberto Meraviglia di Pistoia e Leonardo Tesi di Padova. Quarto uomo ufficiale, invece, sarà Mattia Nigro di Prato. In sala var vedremo all’opera Giacomo Camplone di Lanciano, con l’avar Fabio Rosario Luongo di Frattamaggiore. Le strade del Picchio e di Zago si sono già incrociate in un paio di circostanze. L’ultimo precedente resta quello del 12 febbraio, quando al Del Duca arbitrò il confronto Ascoli-Torres terminato 2-2. Il match finì 2-2 (le firme bianconere quelle messe a segno da Milanese e Rizzo Pinna) e Zago concesse ai bianconeri il rigore parato da Zaccagno a Gori. Andando a ritroso il 3 novembre 2024 diresse la gara pareggiata ad Arezzo per 1-1.

Nel corso della sfida d’andata, disputata domenica sera a Potenza e al termine della stessa, sono state molte le polemiche (inutili andando ad analizzare con attenzione l’episodio in questione) rivolte all’arbitro Diop di Treviglio in occasione dell’espulsione del capitano avversario Riggio. Nel corso del secondo tempo infatti il direttore di gara era intervenuto sul possibile contatto tra il difensore rossoblù e Gori, sanzionando il primo con il secondo giallo che poi lo aveva visto incassare momentaneamente l’espulsione. Richiamato al var per valutare il rosso diretto, poi in realtà dalle immagini prodotte Diop si sarebbe reso conto dell’assenza dell’intervento di Riggio su Gori che correndo sarebbe finito per compiere su se stesso un autosgambetto. Quindi, utilizzando il gergo impiegato dal mondo arbitrale in situazioni di var, si sarebbe passati da un ‘dogso’ (denying an obvious goal-scoring opportunity) al var che avrebbe richiamato Diop per valutare un’eventuale ‘spa’ (stop a promising attack). In parole povere dalla decisione iniziale che si ha quando un giocatore nega all’avversario, facendo un fallo, un’evidente opportunità di segnare, si è poi passati ad analizzare l’interruzione di un’azione d’attacco promettente. Quando infine il rebus è stato sciolto con l’inesistenza dell’intervento di Gori, Riggio così ha potuto ottenere l’annullamento della seconda ammonizione poiché non vi era fallo. Tanto è vero che poi lo stesso arbitro ha operato una rimessa personale della sfera al Potenza. La sbavatura di Diop, invece, resta sul rigore non visto e poi assegnato a seguito di richiamo al var.