«Ho saputo della proiezione del mio film Fuori in un festival di cinema italiano in Israele da una mail inviatami da Venice4Palestine». Inizia così la presa di posizione di Mario Martone, condivisa tramite social, rispetto al coinvolgimento nella tredicesima edizione di Cinema Italia, festival organizzato dagli istituti italiani di cultura di Tel Aviv e Haifa in collaborazione con le cineteche israeliane, che si svolge dal 18 maggio all’8 giugno.

La rassegna, diretta dall’italo-israeliano Ronny Fellus, intende presentare il meglio del cinema nostrano dello scorso anno con proiezioni nelle cineteche di Haifa, Tel Aviv, Gerusalemme, Herzliya, Holon e Sderot. Un programma composto da sei film italiani del 2025, che si è aperto con Le assaggiatrici di Silvio Soldini e che prosegue con 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno, La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli, Il maestro di Andrea Di Stefano, Primavera di Damiano Michieletto e appunto Fuori, a cui si aggiunge un omaggio a Michelangelo Antonioni.

IL FESTIVAL è stato realizzato senza contattare i registi interessati, come ha spiegato Martone: «Ho chiamato i produttori per sapere da chi e come era stata organizzata questa rassegna ma nemmeno loro ne sapevano niente. Né Paolo Sorrentino, né Silvio Soldini, né Damiano Michieletto, che hanno i loro film nella rassegna, e a cui ho scritto, ne sapevano niente». Ad aver acceso l’attenzione sul festival è stato il gruppo Venice4Palestine, piattaforma nata durante l’ultima Mostra del Cinema di Venezia che riunisce numerose professionalità del settore con lo scopo di sostenere la popolazione palestinese sul versante della cultura.