Nelle tre ore del terzo attacco dell’esercito israeliano alla Global Sumud Flotilla la tensione sale anche in Italia. La Farnesina dice che gli italiani sono 24 e che, notare il condizionale, «dovrebbero giungere al porto di Ashdod». Il ministro degli esteri Antonio Tajani chiede «di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia».
Poco dopo, proprio i portavoce locali della Gsf correggeranno Tajani: gli italiani presi sono 29 (più tre residenti in Italia). Intanto, il team legale dei partecipanti italiani alla missione deposita un esposto-denuncia per sequestro di persona e diffida le autorità «affinché adottino con urgenza tutte le iniziative diplomatiche, consolari e istituzionali necessarie a tutela dei cittadini italiani coinvolti nei recenti eventi verificatisi nel Mediterraneo orientale». Spiegano: «L’iniziativa si è resa necessaria alla luce della perdurante privazione della libertà personale di alcuni attivisti coinvolti nella missione civile e umanitaria diretta verso Gaza, nonché delle gravi criticità emerse nell’abbordaggio. Più tardi si apprende che l’ambasciata ha chiesto alle autorità israeliane di adottare «tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani».












