La dritta non lasciava troppo spazio alle interpretazioni: gli spacciatori usano una Toyota Yaris di colore nero e blu per consegnare le dosi di cocaina. Gli agenti dell’Investigativa del commissariato Bonola hanno intercettato l’auto segnalata alle 12.15 di sabato in via Cilea e hanno iniziato a seguirla. L’operazione-lampo si è conclusa qualche ora dopo con l’arresto del venticinquenne Osama S. alias Omar, nato a Milano da genitori nordafricani, e del ventinovenne marocchino Morad E., entrambi difesi dall’avvocato Massimiliano D’Alessio. Dopo dieci minuti di pedinamento, gli agenti si sono accorti che la Yaris si era fermata all’angolo tra via Betti e via Ojetti: lì si è avvicinato un uomo, poi identificato per un cinquantanovenne italiano, che ha ricevuto qualcosa e ha dato in cambio dei soldi.

Fermato poco dopo, ha dichiarato di aver appena acquistato due dosi di coca per 50 euro e ha consegnato 0,90 grammi. Nel frattempo, altri poliziotti hanno continuato a seguire l’auto, che ha fatto una breve sosta via della Liberazione a Pero: S. è sceso, si è avvicinato a un muro di recinzione ed è poi tornato rapidamente sui suoi passi. A quel punto, i poliziotti hanno fermato la Yaris: il venticinquenne aveva in tasca 475 euro; e nell’incavo della maniglia lato passeggero è stato trovato un involucro in cellophane con 5,2 grammi di coca. Altre 78 dosi per un peso complessivo di 40 grammi sono state scovate vicino al muro, chiuso in un sacchetto stretto da una molla. N.P.