"La politica deve essere inavvicinabile da parte della criminalità mafiosa che invece, soprattutto alla vigilia delle elezioni, cerca di avvicinarsi alla politica. Le organizzazioni criminali, quando sono presenti sul territorio, provano sempre a influenzare le elezioni, sempre. È una regola. Quindi, è una regola che potenzialmente vale anche per Prato. Chi si candida a sindaco deve essere inavvicinabile rispetto ai tentativi di infiltrazione". E’ uno dei concetti ribaditi ieri da Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto in una conferenza stampa a Firenze, nel giardino Caponnetto. A pochi giorni dal voto per le amministrative, la Fondazione ha presentato un corposo report dedicato a Prato. "Lo mettiamo a disposizione dei candidati a sindaco", ha specificato Calleri. Due dei candidati sono arrivati ieri a Firenze per assistere alla conferenza stampa: il candidato del centrodestra, Gianluca Banchelli, e Jonathan Targetti (L’alternativa c’è).

Il documento è una ‘radiografia’ di Prato letta attraverso i rapporti della Dia, quelli dell’Irpet e dell’Osservatorio del Consiglio regionale. "Abbiamo messo insieme tutto, così come le operazioni fatte dalla procura di Firenze e quelle fatte dal procuratore di Prato Luca Tescaroli. Dal quandro – afferma Calleri – emerge che c’è una guerra di mafia in corso, basta anche vedere cosa è successo negli ultimi 10 giorni, tra banche clandestine e il traffico di rifiuti tessili tra Montemurlo e Livorno, fino ai pestaggi nei confronti dei lavoratori".