GROSSETOUn calcio contro la mafia. In ricordo dei due magistrati palermitani uccisi da ‘Cosa Nostra’ nel 1992 - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – che era a capo del pool antimafia. Assieme ai colleghi e amici Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto sono considerati due fra i più efficaci magistrati che si sono spesi per la lotta alla mafia, tanto che nel 1992 furono entrambi vittime di Cosa Nostra, Falcone nella strage di Capaci, il 23 maggio e Borsellino in quella di via D’Amelio. In occasione della seconda edizione di ‘Stop alla mafia’, martedì prossimo dalle 10 allo Zecchini, promosso da Lux Events Italia con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e del Comune di Grosseto, che l’anno scorso vide la presenza di Rita Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, anche lui caduto per mano della mafia. Quest’anno ci saranno tre ospiti, di cui due a testimonianza di esperienze dirette. Sarà proprio la figlia di Rocco Chinnici – ucciso nel 1983 da ‘Cosa Nostra’ nella strage di via Pipitone insieme ai due carabinieri della sua scorta – l’onorevole di FI Caterina Chinnici, anch’essa magistrato oltre che politica. Ma non sarà sola Chinnici, ci sarà con lei anche l’ex questore Calogero Germanà, l’ultimo poliziotto che interrogò Messina Denaro che proprio nell’anno della morte dei magistrati siciliani, nel 1992, subì un attentato da parte proprio di Messina Denaro, Bagarella e Graviano, ma scampò alla morte. Oltre a queste due grandi testimonianze in campo per gli attesi oltre 3 mila studenti invitati per l’iniziativa, ci sarà anche l’attore Ettore Bassi. Quest’anno non sarà un triangolare contro la mafia, ma un ‘quadriangolare’ perché saranno in campo quattro squadre: Sap Grosseto, Finanza&Friends, Polizia Municipale di Grosseto e Sim Carabinieri. Altra novità di questa edizione sarà l’intero ricavato che verrà donato alla pediatria del Misericordia per l’acquisto di un macchinario. "E’ un’occasione per ribadire con forza valori fondamentali come il rispetto delle regole, la giustizia, il senso dello Stato e la responsabilità verso le nuove generazioni. - afferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - Ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino significa rendere omaggio a due uomini che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata. Dire stop alla mafia significa sapere da che parte stare". "Vogliamo lanciare attraverso lo sport un messaggio- dice l’assessore Carla Minacci- la legalità si costruisce con il contributo di tutti. Questo evento rappresenta un momento di memoria e speranza perché ogni regola e gesto di rispetto è comunque una vittoria contro l’indifferenza e illegalità". "E’ un grande evento - dice l’organizzatore Klaudjo Viska- parleremo di legalità a tanti giovani". Maria Vittoria Gaviano