Frara e Cesarini in azione in un’amichevole Sarzanese-Spezia del 2008; pochi mesi dopo si giocò il derby in Serie D (foto Pasquali)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn compleanno triste per le due cugine. Una data in comune anche se la storia è stata diametralmente opposta e in 120 anni ha tenuto lontane Spezia e Sarzanese. Seppur concedendo il brivido di qualche, indimenticabile, incontro ravvicinato. Ma nel 120° anniversario dalla fondazione ufficiale, Sarzanese nata a settembre 1906 e Spezia un mese dopo, c’è ben poco da festeggiare. Lo Spezia ripartirà dalla Serie C (dove è precipitata dopo 14 anni fra A e B) sperando di ricostruire mattone dopo mattone la rinascita, mentre dall’altra sponda del fiume Magra la storia non esiste più dalla metà degli anni 2000.
Ci ha provato la società Tarros a mantenere accesa la passione calcistica cittadina mantenendo i colori rossoneri e aggiungendo alla denominazione il nome Sarzanese. Ma nonostante il sacrificio non è mai stata la stessa cosa. La stagione si è appena conclusa con l’amara retrocessione in Prima categoria maturata dopo la sconfitta casalinga nel playout con il Levanto.
Poco per un club che dispone di una struttura all’avanguardia e di un settore giovanile ricco, strutturato e capace di organizzare tornei dal profilo internazionale. Ma quel calcio al quale la città era abituata dopo le stagioni in Interregionale, C2, serie D e anche nell’abisso del puro dilettantismo nel quale per qualche stagione era precipitato, si è perso per strada. Spezia e la sua tifoseria sono in attesa degli sviluppi, delle decisioni societarie e della ripartenza pur con l’amarezza di essere tornati a recitare su palcoscenici che sembravano ormai appartenere al passato. Il 1° giugno di 12 mesi fa una città ha accarezzato il sogno di tornare in serie A, a distanza di un anno all’orizzonte c’è di nuovo la C.










