di

Rosella Redaelli

Nato nel 2004 a Torino come luogo di aggregazione e di formazione, il modello è stato replicato a Milano. Un percorso di 3-4 anni per imparare un mestiere

La piazza è da sempre luogo di incontro, scambio, centro della vita pubblica e politica come l’Agorà greca o il Foro romano dove si concentravano le attività amministrative, religiose, commerciali. Nel Medioevo la piazza diventa anche il luogo dove imparare un mestiere: si entrava a bottega da un maestro che accoglieva, formava, educava. È questo il modello a cui si ispira la Fondazione Piazza dei Mestieri, una realtà nata a Torino nel 2004, cresciuta nei numeri e nei progetti per la formazione di giovani, esportata a Milano nel 2022 e a Catania nel 2024.

La sede milanese in via privata Miramare, nella periferia nord al confine con Sesto San Giovanni, non ha proprio una piazza, ma un cortile interno che assolve la funzione di luogo di incontro per oltre 600 ragazzi ogni giorno. «Un luogo che muove la vita», che è un po’ la missione di chi opera in Fondazione. Qui ha sede la scuola professionale, riconosciuta da Regione Lombardia, che prepara i giovani ad un lavoro dopo la terza media. «Negli ultimi anni - racconta Guido Mangiaracina, coordinatore della attività formative e preside della scuola - le richieste di ingresso sono in aumento: quest’anno abbiamo 400 iscritti, l’anno prossimo ne avremo 450 con tre nuovi indirizzi». Il piano di studi prevede alcune materie di base, ma il monte ore è soprattutto dedicato alle materie di indirizzo. I professionisti entrano in aula per trasferire il loro sapere e i ragazzi escono dalla scuola per stage formativi in azienda.