Ventisette casi in meno di due settimane, due ragazzi morti, campus universitari svuotati e un premier costretto a lanciare un appello in diretta dal Parlamento. Il focolaio di meningite da meningococco B esploso di recente nel Kent, nel sud-est dell’Inghilterra, è stato definito dalla UK Health Security Agency “senza precedenti” per velocità di diffusione e numero di contagi. Una malattia rara ma devastante, con una letalità che anche nei casi trattati tempestivamente si attesta fra il 5 e il 10 per cento.
La malattia scatenata dal meningococco
"La meningite e la sepsi sono i due quadri clinici più comunemente associati alla malattia invasiva da meningococco", spiega Paola Stefanelli, responsabile della sorveglianza delle malattie batteriche invasive presso l’Istituto Superiore di Sanità (Iss). "La paura è giustificata: l’esordio è rapido, spesso improvviso, e il decorso può essere fatale o lasciare complicazioni severe e permanenti".
I vari gruppi del batterio
Per orientarsi occorre partire dalle basi. Meningococco B, C, W, Y e A: le lettere indicano i sierogruppi, che classificano i ceppi del batterio in base alla capsula che li riveste. In Europa il sierogruppo B è il più diffuso e nel 2024 ha rappresentato il 55 per cento dei 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva segnalati nella Ue, con 202 decessi. I sierogruppi W e Y sono in crescita, soprattutto fra adolescenti e giovani adulti. "Per le differenze biologiche fra i sierogruppi A, C, Y e W da un lato e il B dall’altro, non è ancora possibile coniugare tutti i ceppi in un unico vaccino", chiarisce Stefanelli.






