News

Quantum computing fotonico, Roma spicca il salto con Qolossus 2.0

Il primo computer quantistico fotonico italiano modulare è opera del centro di ricerca dell’Università Sapienza, del CRN e dell'Università di Pavia.

Si chiama Qolossus 2.0, un nome che rende omaggio a Colossus, il computer che segnò la storia dell’informatica e anche un po’ la Storia, riuscendo a decifrare i messaggi cifrati che Hitler scambiava con i generali nazisti. Qolossus 2.0 vuole, invece, un posto nella storia (ancora agli albori) del quantum computing: è il primo quantum PC fotonico italiano modulare. Ovvero un sistema di calcolo quantistico, modulare, che usa i fotoni per rappresentare ed elaborare i qubit.

Il primato spetta a Roma, o meglio al centro di ricerca dell’Università Sapienza, che ha appena annunciato ufficialmente Qolossus 2.0, ora che il sistema di calcolo è pienamente operativo. Il progetto è nato in seno all’ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (uno dei cinque centri nazionali istituiti con il PNRR), sotto il coordinamento dell’Università Sapienza e all’interno del suo Quantum Lab. Hanno contribuito al progetto i gruppi di ricerca dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Milano (CRN) e dell’Università di Pavia.