“Io sono Dio, io decido chi vive e chi muore qui”, con queste parole Giuseppe Mastrangelo, l’ex boss della mafia di Foggia ora condannato a tre ergastoli, si sarebbe rivolto a Teresa Potenza in uno dei tanti momenti di paura della loro relazione. E proprio grazie alla donna, oggi, il capoclan è nelle mani dello Stato. Teresa si è raccontata a Belve Crime, lo spin-off di Belve condotto da Francesca Fagnani.
Il racconto di Teresa Potenza a Belve Crime
Le minacce sotto effetto di cocaina
Cosa resta delle tenute di Giuseppe Mastrangelo
Il racconto di Teresa Potenza a Belve CrimeAndrà in onda in prima serata, martedì 19 maggio, la nuova puntata di Belve Crime, lo spin-off di Belve condotto da Francesca Fagnani. In questo nuovo appuntamento la giornalista raccoglierà il racconto di Teresa Potenza, la prima testimone di giustizia che ha polverizzato il muro di silenzio intorno alla mafia del Foggiano, dopo le sue rivelazioni sul capoclan Giuseppe Mastrangelo.Davanti alle telecamere, con volto protetto, Potenza porta alla luce tanti anni trascorsi all’insegna del terrore e della violenza durante la relazione con il boss.ANSAFrancesca Fagnani intervista Teresa Potenza, ex compagna del bos In un’occasione l’avrebbe portata in campagna per minacciarla e umiliarla: “Mi mise la pistola in bocca poi in testa, mi prese per i capelli, mi urinò in faccia“, poi le avrebbe detto: “Tu che vuoi scappare da me meriti questo. Ora scegli: vuoi essere violentata dai miei amici o ti faccio uno sfregio sul viso?”.A Teresa Potenza, inoltre, confessò l’uccisione di tre giovani innocenti trucidati solo perché, probabilmente, visti in compagnia di un clan rivale. “Diceva che loro piangevano, gridavano come conigli. Uno ha visto morire l’altro”, racconta.Le minacce sotto effetto di cocainaIn un’altra occasione Mastrangelo l’avrebbe minacciata con una pistola mentre si trovava sotto l’effetto della cocaina: “Io sono Dio, io decido chi vive e chi muore qui”, le avrebbe detto.








