Caro Aldo,con «Magnifica Humanitas», prima enciclica di Papa Leone XIV, la Chiesa cattolica (ri)entra in grande stile nel dibattito mondiale. Come già con la Pace «disarmata e disarmante», Robert Prevost e la Chiesa romana tornano a fare riflettere le persone su temi fondamentali e attuali come l’AI. A 135 anni dalla «Rerum Novarum» di Leone XIII, la Chiesa rimette al centro la persona e l’umanesimo, a fine Ottocento avvolta dalla rivoluzione industriale, oggi dal digitale e dall’intelligenza artificiale. Ce n’era veramente bisogno, come forse ci sarebbe bisogno di nuovi oratori-centri di aggregazione per giovani e generazioni, italiani e di altre origini.Stefano Masino, Asti

Caro Stefano,anche io penso che la «Magnifica Humanitas», fin dallo sfolgorante incipit, resterà nella storia come una delle encicliche più importanti, come la «Pacem in terris» di Giovanni XXIII e la «Humanae Vitae» di Paolo VI. Papa Prevost ha detto chiaramente di aver scelto il nome Leone in omaggio al lontano predecessore Leone XIII, che scrisse la Rerum Novarum per preparare la Chiesa e i fedeli ad affrontare la rivoluzione industriale, la quale portava da una parte la minaccia del socialismo e più tardi del comunismo (la Rerum Novarum precede la rivoluzione bolscevica ma in qualche modo la presagisce), dall’altra parte il pericolo di un capitalismo selvaggio (e anche qui ci siamo). Oggi Leone XIV deve affrontare un’altra rivoluzione: quella dell’intelligenza artificiale. Che tra l’altro viene dal suo Paese, gli Stati Uniti d’America. Leone sa che non si ferma il vento con le mani e che un’enciclica non può arrestare il corso della storia. Ma ammonisce a mettere l’intelligenza artificiale, come ogni altra scoperta scientifica ed evoluzione tecnologia, al servizio dell’uomo, e non contro. L’intelligenza artificiale deve servire l’umanità; non cancellarla o sostituirla, per il profitto — rigorosamente esentasse — di pochi. Dopo la riproducibilità tecnica dei corpi, con la clonazione, siamo alla riproducibilità tecnica della mente. L’uomo si erge, o crede di ergersi, a creatore. Un’enciclica è uno strumento antico, fin dalla lingua, il latino, e fin dal nome, che in greco indica un messaggio destinato ad andare in circolo, ad arrivare a tutti, a farsi universale. Sono certo che il Papa e i suoi uomini di comunicazione troveranno il modo di farla arrivare anche ai social, su cui ormai si informano i giovani. Speriamo che alla fine prevalgano le parole del Papa americano sugli interessi dei suoi (pochi ma potentissimi) compatrioti. In gioco oggi è la dignità, domani la sopravvivenza stessa della specie umana.