Quasi mille lavoratori, a regime, tra la storica sede del Fusaro, a Bacoli, e il nuovo sito di Pomigliano d’Arco, entrato in attività alla fine dello scorso anno dopo il via libera all’investimento da parte della ZES Unica. Mille sui tremila (il 60% dei quali con profili STEM) previsti in totale in Italia entro fine anno da MBDA Italia, controllata del consorzio missilistico europeo partecipato da Leonardo, Airbus e Bae Systems: un gruppo in salute che dopo i brillanti risultati del 2025 (ricavi per oltre un miliardo e redditività per circa 2 miliardi) punta a chiudere il 2026 posto con una ulteriore accelerazione. E cioè, un budget ricavi stimato a 1,4 miliardi e un aumento della produzione del 30% per effetto non solo delle richieste in arrivo da Germania, Francia e ovviamente Italia per i rispettivi piani di investimento per la difesa ma soprattutto da quelle provenienti dai Paesi del Golfo Persico in conseguenza della crisi iraniana.

Per il Sud e segnatamente per la Campania passa insomma una quota rilevante a breve e medio termine della crescita del gruppo che ha partecipato anche all’ultima edizione di Verso Sud organizzata da The European House Ambrosetti a Sorrento. L’avvio del sito di Pomigliano, presso il quale sono stati trasferiti 250 dipendenti del Fusaro (previo accordo sindacale sulle indennità da trasferta), era uno degli obiettivi del piano industriale del gruppo per l’Italia alla cui guida, da pochi giorni, c’è Renzo Tosini, successore di Lorenzo Mariani a sua volta diventato CEO del gruppo Leonardo. Tra Pomigliano e Fusaro, a regime, sono annunciate altre 300 assunzioni che porteranno il totale, appunto, a mille. Un rilievo a dir poco strategico non solo sul piano occupazionale ma anche in termini di qualità tecnologica. LE SEDI MBDA, passata nel giro di pochi anni da 7 a circa 50 miliardi di fatturato, è di fatto oggi uno dei fiori all’occhiello dell’industria della difesa con oltre 2.500 addetti distribuiti anche tra le sedi di Roma, La Spezia e Torino. Stretta ovviamente la collaborazione con le Forze Armate considerato che il raggio di attività copre settori delicati per la sicurezza e, appunto, la difesa nazionale (MBDA in Italia si occupa di progettazione, sviluppo e validazione di sistemi e sotto assiemi, realizzando prevalentemente sistemi di guida, navigazione e controllo, grazie all’uso di tecnologie avanzate). In parallelo, MBDA promuove un articolato sistema di collaborazione con università e centri di ricerca italiani, contribuendo allo sviluppo di competenze avanzate nei settori dell’elettronica, dei materiali avanzati e delle tecnologie radar. Sempre più rilevanti, in questo scenario, gli investimenti al Sud, a partire dal rafforzamento dell’impianto del Fusaro destinatario di “un piano di lungo periodo che ne garantirà l’ulteriore consolidamento” spiega il gruppo nel report pubblicato nel Libro Bianco di Ambrosetti. «Tali insediamenti rappresentano un driver per lo sviluppo territoriale, favorendo la creazione di occupazione qualificata e il rafforzamento delle filiere locali ad alto contenuto tecnologico. Considerando la sua supply chain, nella sola Campania MBDA occupa un indotto pari al 12% di piccole e medie imprese regionali, con una catena di fornitura di quasi 700 aziende in tutta Italia». A Bacoli si realizzano da anni componenti di alta tecnologia per la difesa, tra cui parti innovative come il seeker, radar di guida dei missili per l'individuazione e l'inseguimento del bersaglio, e il radome, copertura dell'ogiva del missile realizzata con materiali brevettati sempre nello stabilimento.