Da una parte un piano di espansione con investimenti e assunzioni, dall’altra le proteste e la mobilitazione dei comitati contro la “fabbrica di materiale bellico” della Rwm. Al centro una procedura burocratico amministrativa fatta di ricorsi e sentenze ma non ancora risolta, a cui è appeso un progetto di crescita con cui si prevede l’inserimento di altre 200 persone in un compendio produttivo che oggi ne impiega 550 tra diretti e somministrati.
Ordini per oltre 200 milioni
È, in pillole, la vicenda che riguarda l’azienda controllata dal gruppo Rheinmetall, che nello stabilimento sardo di Domusnovas produce materiale bellico e droni per cui sono previsti ordini per 200 milioni di euro.
Un investimento da 140 milioni
La vicenda di questo stabilimento, per molto tempo al centro di polemiche e contestazioni da parte dei movimenti pacifisti e ambientalisti, inizia quando l’azienda presenta un progetto per un ampliamento legato a un piano di investimenti di circa 140 milioni di euro.







