L’ultimo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda ha portato gli Stati Uniti a fare marcia indietro rispetto al loro approccio generalmente rilassato alle misure di sanità pubblica.
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Lunedì sono state annunciate misure per evitare la diffusione del virus, tra cui controlli dei passeggeri aerei in arrivo dalle regioni colpite e, in alcuni casi, restrizioni all’ingresso.
Il giorno seguente il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato di essere “profondamente preoccupato per l’ampiezza e la rapidità dell’epidemia”. Ma quanto devono preoccuparsi gli europei? E i cittadini dei Paesi con collegamenti aerei diretti e regolari con Kinshasa, come il Belgio?
“La situazione nella RDC è grave e deve essere affrontata con decisione sul posto. Bruxelles ha effettivamente collegamenti diretti con Kinshasa, il che giustifica la vigilanza”, ha dichiarato a Euronews uno dei massimi virologi del Belgio, Steven Van Gucht.











