I familiari delle vittime. mentre arrivano al deposito Eni di via Erbosa il giorno della tragedia. La procura ha indagato dieci personeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn seguito alla tragedia, la procura di Prato, competente sul territorio di Calenzano, ha aperto due inchieste ed è giunta in tempi rapidissimi a chiedere e ottenere l’incidente probatorio in modo da cristallizzare in anticipo la prova (in vista di un probabile processo) che altrimenti, con il tempo, potrebbe deteriorarsi o disperdersi.
Nello specifico, l’incidente probatorio – che è partito nel maggio scorso – si concentra su una perizia sull’impianto in cui, secondo quanto ricostruito dalla procura guidata da Luca Tescaroli, si stavano effettuando contemporaneamente interventi di manutenzione su una linea e rifornimenti delle autocisterne. Sono complessivamente dieci gli indagati, di cui otto sono dirigenti di Eni e due i titolari della Sergen che aveva avuto l’incarico di eseguire gli interventi quella mattina: l’accusa è di omicidio colposo plurimo in concorso. C’è inoltre aperto un secondo filone investigativo che riguarda i presunti sversamenti di liquidi inquinati nel Tomerello, un fosso che corre vicino all’area dell’esplosione, e che potrebbe aver avuto danni ambientali dallo sversamento dell’acqua mista a benzina usata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio scoppiato dopo l’esplosione.






