Milano, 19 mag. (askanews) – Argea, il primo gruppo vinicolo privato italiano, ha chiuso il 2025 con un rafforzamento del controllo sulla filiera e con un calo delle emissioni complessive del 2,6% rispetto all’anno precedente. Nel nuovo Report di Sostenibilità il gruppo indica come snodo principale il Patto di sostenibilità della filiera del vino, che oggi copre il 60,5% del vino acquistato da fornitori esterni, coinvolge 28 Cantine e ha richiesto 424 ore di audit. L’88% dei fornitori vino ha inoltre superato la qualifica ESG.
Il passaggio più rilevante sul fronte climatico è però l’approvazione dei target da parte della Science Based Targets initiative. Argea si impegna a ridurre entro il 2030 del 42% le emissioni assolute di Scope 1, Scope 2 e Scope 3 rispetto all’anno base 2023, e del 30,3% le emissioni FLAG legate ad agricoltura, uso del suolo e filiera primaria. L’obiettivo finale resta la neutralità climatica al 2050 lungo l’intera catena del valore. Il report chiarisce anche dove si concentra il problema: oltre il 98% dell’impronta carbonica del gruppo ricade infatti nello Scope 3, cioè nella parte che dipende da conferitori, fornitori di materiali e logistica.
Sul piano delle risorse il 2025 registra un taglio di oltre il 20% degli scarti generati, una quota avviata a riciclo salita all’89,3% e consumi idrici netti in calo di circa il 24% sul 2024. Resta confermato anche l’acquisto del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, scelta che il gruppo mantiene dal 2022. Un altro capitolo pesa sempre di più perché incrocia costi, logistica e sostenibilità del prodotto: il packaging. Argea dichiara per il 2025 l’utilizzo di 251.804 tonnellate di materiali, con un tasso di riciclo complessivo del 22,6%. Nel dettaglio, il vetro riciclato arriva al 62%, i tappi di sughero e alluminio con componenti riciclate al 55%, mentre il tasso di riciclo dei materiali di packaging sale al 69,9%, soprattutto grazie al cartone riciclato.







