Da tredici anni il Cimitero Storico di Modica, gioiello culturale incluso nel patrimonio mondiale UNESCO, è in larga parte interdetto: transennamenti, accessi vietati e migliaia di loculi non fruibili a causa di rischi di crollo certificati dal Genio Civile, verificati da Protezione Civile e Vigili del Fuoco, e noti alla Prefettura e al vescovo della Diocesi di Noto.

A denunciarlo è il Comitato Cittadino di Tutela del Cimitero, per voce del professor Giorgio Barone, che parla di un paradosso politico e di un’inerzia amministrativa che ledono la dignità della città e la memoria delle famiglie modicane.

La situazione, riferisce il Comitato, è in stallo da settimane. L’Ufficio Tecnico Comunale ha quantificato in circa 1,72 milioni di euro l’intervento nel progetto di fattibilità; tuttavia, a causa del dissesto finanziario dell’ente, mancano le risorse per affidare a professionisti esterni la redazione del progetto preliminare.

Nel contempo, lo stesso Ufficio Tecnico, sottodimensionato e gravato da carichi di lavoro, non disporrebbe delle forze necessarie per produrre internamente il progetto da sottoporre alla Regione Siciliana.

A fronte delle spiegazioni verbali rese dalla sindaca Maria Monisteri, il Comitato invoca trasparenza ed esercita il diritto di accesso civico per visionare e rendere pubblici due atti ritenuti decisivi: - la direttiva o l’incarico formale con cui l’amministrazione ha affidato all’Ufficio Tecnico la redazione del progetto di massima; - la risposta ufficiale di diniego dell’UTC, in cui sia esplicitata l’impossibilità a procedere per carenza di specifiche professionalità o per il cronico sottorganico.