Il ministero della Cultura boccia il progetto della statale 16 tra Bari e Mola di Bari. Nonostante il commissariamento da parte del governo, che su richiesta dei parlamentari di Forza Italia, ha deciso di nominare il responsabile regionale dell’Anas Francesco Ruocco, la direzione generale archeologia belle arti e paesaggio, esprime un parere nettamente sfavorevole all’alternativa 3, quella che è stata approvata. Per il “consumo di suolo, maggiore rispetto alle altre alternative progettuali”.

E interessa “una porzione di territorio sostanzialmente non urbanizzata, a destinazione rurale e integra nei propri caratteri connotativi peculiari, tra i quali l’articolazione della trama agricola, con particolare riferimento al sistema di Capodieci del territorio di Mola di Bari”. L’infrastruttura prevista, inoltre, “non si pone in relazione con le giaciture della trama rurale ad oggi leggibile e, anzi, si qualifica quale autonomo nuovo segno territoriale, amplificando esponenzialmente i rilevanti effetti di cesura prodotti”. La nuova arteria, si legge nel parere della Soprintendenza, travolgerà i muretti a secco.

Dopo l’opposizione dei Comuni di Triggiano, Noicattaro e Mola di Bari, e dopo i rilievi di altri uffici della stessa Regione, che pure sostiene il progetto insieme al Comune di Bari, ecco un’altra tegola nella procedura di valutazione di impatto ambientale in corso al ministero dell’Ambiente sull’infrastruttura dal valore di 903 milioni di euro. Tra i rilievi dei tecnici, c’è anche “l’espianto di una ingente componente arbustiva e arborea, in particolare l’espianto stimato di circa 57 ettari di ulivi. E “la demolizione di diversi manufatti rurali, le cui caratteristiche dovranno essere analizzate – anche a seguito procedure di esproprio, con riferimento alle tutele imposte ope legis dalla Parte II del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; Aspetti culturali – archeologici”.