Da quando il presidente degli Stati Uniti ha creato una dependance della Casa Bianca a Mar-a-Lago, la Florida è al centro del mondo. Sul campo da golf nascono, crescono o finiscono relazioni diplomatiche. Da questo Stato proviene il suo segretario di Stato, Marco Rubio, che per 14 anni ne è stato senatore. E da lì arriva pure un terzo degli ambasciatori nominati dall’amministrazione in carica. I dioscuri di Donald Trump, il genero Jared Kushner e l’inviato speciale per le missioni di pace Steve Witkoff, guidano da Miami le operazioni che decidono il futuro di Palestina e Israele, Iran, Ucraina. La geografia del potere americano è stata ridisegnata e ha anche imposto una nuova estetica, che nel secolo precedente era stata bollata come kitsch. Da New York e Washington si andava a nord o a ovest. A sud c’era il confine invisibile del presunto buongusto. La Florida era un luogo comune: un fenicottero di ceramica rosa, un’insegna al neon con troppi colori, un’auto simile a uno squalo, ma molto più lunga.
Fauna: i gatti di Hemingway alle Keys, gli alligatori delle paludi alle Everglades, la pantera del simbolo ufficiale. Popolazione: esuli cubani con l’utopia del ritorno, anziani ebrei con l’artrite, poliziotti in pensione con la pistola scarica. Ragioni per cui il mondo la conosce: l’omicidio di Gianni Versace, la contestata elezione del 2000, lì consegnata a George W. Bush, la fallita trasposizione cinematografica del telefilm Miami Vice. Fascino, esilio, vizi e complotti, miscelava Joan Didion nel suo lungo reportage su Miami. Un’America a parte e in disparte, un posto da spiaggiati, o per turisti europei di origini latine. Un immaginario composto da vecchi gangster equidistanti da Brooklyn e L’Avana, modelle in cerca di una seconda vita e carriera, pescatori d’alto bordo. Nello sport: golfisti come funghi, una storica accademia del tennis, una buona squadra di basket dai rari trionfi. Chi glielo doveva dire che avrebbero fondato una società di baseball (i Marlins, dal nome di un pesce) nel 1993 e avrebbero vinto il campionato soltanto 4 anni più tardi? Che David Beckham sarebbe sbarcato proprio lì e avrebbe fondato un club di calcio in cui gioca Leo Messi? Per di più con una maglia rosa come i finti fenicotteri?







