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Un caso politico e sindacale destinato a far discutere. A poche ore dalla mobilitazione dei lavoratori dei cantieri navali dello Stretto, la Questura di Messina ha notificato un verbale di contestazione alla Fiom Cgil. L'accusa? Aver indetto lo sciopero davanti ai cancelli dell'azienda senza aver dato il preventivo avviso alle autorità di pubblica sicurezza.La reazione del sindacato non si è fatta attendere. Con una nota congiunta firmata da Samuele Lodi (Segretario Nazionale Cantieristica Navale), Francesco Foti (Segretario Generale Fiom Sicilia) e Daniele David (Segretario Generale Fiom Messina), i vertici dei metalmeccanici esprimono forte sconcerto sia per la "sorprendente tempestività" del provvedimento, sia per il merito della contestazione.La denuncia della Fiom: «Nessun disordine, sciopero pacifico»
Secondo la ricostruzione dei rappresentanti dei lavoratori, la protesta si è svolta nel pieno rispetto delle regole civili e senza alcuna tensione:
Partecipazione totale: L'adesione allo sciopero da parte dei lavoratori dei cantieri è stata del 100%.Nessun blocco: Non si sono registrati disagi alla viabilità, cortei non autorizzati o manifestazioni esterne.Presenza delle forze dell'ordine: La stessa Digos, presente sul posto fin dalle prime ore del mattino del 15 maggio, non ha rilevato alcuna anomalia né contestato le modalità della protesta durante il suo svolgimento.«Stupisce la tempestività della notifica della Questura nonchè i contenuti stessi: non vorremmo fosse un tentativo di intimidire il sindacato e i lavoratori», attaccano i segretari sindacali. «Si è trattato di una legittima e spontanea iniziativa dei lavoratori contro il licenziamento di 13 compagni di lavoro».Al centro della vertenza: 13 licenziamenti e il futuro del settore






