Prendete un uomo con la passione per le auto veloci, aggiungeteci un pick-up che sembra uscito da un film di fantascienza e mescolate il tutto con un pizzico di follia tecnologica. Questa è la storia di David Nguyen e della sua Tesla Cybertruck VIN 29, una versione Cyberbeast da 845 CV che ha trasformato due anni e mezzo della sua vita in un’epopea tra il comico e il tragico. David era uno dei primi al mondo a guidare quella che definisce una “supercar a forma di camion”, capace di bruciare lo 0-100 km/h in 2,6 secondi, ma oggi ha deciso che ne ha avuto abbastanza.

L’ebbrezza del carro armato (e qualche “crac”)

All’inizio era tutto rose e fiori: David amava la tecnologia steer-by-wire, le sospensioni pneumatiche e l’incredibile visibilità offerta dall’enorme parabrezza. Si godeva persino l’attenzione costante, ignorando l’odio dei detrattori di Elon Musk. Tuttavia, la fiducia nell’esoscheletro indistruttibile lo ha portato a compiere un gesto non proprio brillantissimo: ha deciso di camminare sul parabrezza. Risultato? Un fragoroso “crac” e un vetro crepato, a dimostrazione che anche l’acciaio e il vetro di Tesla hanno i loro limiti di fronte alla gravità e a un’idea bizzarra.

I problemi, però, non erano solo frutto di esperimenti casalinghi. David ha iniziato a vedere pezzi di rivestimento che cadevano letteralmente a pezzi, con i tecnici Tesla incapaci di fissarli definitivamente. Poi c’è stato il mistero del telo copri-cassone: ufficialmente progettato per reggere 136 kg, si è rivelato tutt’altro che impermeabile, lasciando attrezzi e bagagli regolarmente a mollo. E non provate a portarla all’autolavaggio: l’acqua è riuscita a infiltrarsi nei comandi del telo, mandandoli in tilt e confermando che certi rumors sulla delicatezza della Cybertruck sotto l’acqua non sono del tutto infondati.