Attende i corpi della moglie e della figlia, che i sub stanno cercando di recuperare dalle acque dalle quali non sono più risalite. Ma Carlo Sommacal, marito della docente Monica Montefalcone morta alle Maldive insieme alla figlia Giorgia e ad altre tre persone durante una immersione, insiste sulla correttezza delle autorizzazioni. “Mia moglie amava mia figlia e mio figlio. Se c’era una immersione rischiosa non ti ci portava. Ora – dice Sommacal – mi interessa solo riportare mia moglie e mia figlia a casa. Se poi dovessero emergere delle responsabilità si vedrà. Mia moglie era una persona preparatissima ed espertissima oltre che coscienziosa e tutti sapevano che andavano lì e per cosa andavano. Stanno scaricando la responsabilità“. Poi ha ribadito: “Non credo assolutamente” che non ci fossero le autorizzazioni anche “per mia figlia. Non credo a tutto questo”, tanto “poi domani diranno c’erano le autorizzazioni per due e non per tre”. Sul tema, al momento, prevale confusione: “Adesso sono uscite le autorizzazioni – continua – che tutti hanno nascosto, però non vanno bene. E prima non potevano andare oltre i 30 metri. Poi le avevano, non le avevano. E, ancora, è uscito che Gianluca era un operatore di Albatros, poi che era un operatore esterno. Ne ho sentite di tutti i colori e infatti a mio figlio ho vietato di andare sui social perché ne senti di tutti i colori”. Quanto ai corpi avvistati, ha dichiarato: “Me lo hanno comunicato dall’ambasciata. Devo capire se andare lì”.