Scatta l'attivazione della sorveglianza sanitaria al personale impiegato nelle zone del focolaio di virus Bundibugyo, variante di Ebola. Lo prevede una circolare del ministero della Salute. "In considerazione delle incertezze sulla grandezza e diffusione geografica di questo evento, della potenziale gravità dell'infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati, nel principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza verso il personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato, provenienti da tutti i territori della Rdc e Uganda".
Le misure di vigilanza, si legge nella circolare, si intendono specificatamente riferite al "personale, sanitario e non, impiegato in attività di cooperazione/supporto sanitario o logistico presso organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, che erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico, impiegati nelle zone del Paese interessate dal focolaio".
La procedura prevede un modello di dichiarazione sanitaria, contenente dati personali, essenziale per la tracciatura ai fini di sanità pubblica della persona in arrivo, da sottoscrivere a cura del responsabile dell'Organizzazione, o del singolo progetto, in caso di personale di Ong o di altre organizzazioni e da inviare via email al Ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta. In caso di non disponibilità di un medico dell'organizzazione, sarà ritenuta valida anche qualora firmata dal legale rappresentante della Ong o dal responsabile del Progetto, il quale dovrà riportare - in seguito ad autodichiarazione del cooperante - che lo stesso non manifesta sintomi.













